Ausonia

ausonia

L’Azienda Agricola Ausonia è una storia fatta di tradizione, impegno e passione.

Tutto comincia nel 2005 quando Simone segue la sua grande passione e con l’appoggio di colei che sarebbe diventata sua moglie, Francesca, si iscrive a Viticoltura ed Enologia presso l’Università di Firenze. Riesce a conseguire la sua seconda laurea, con il massimo dei voti e lasciato il lavoro di farmacista si sposa e comincia a coltivare l’amore per l’enologia e per le bellezze naturalistiche dell’Abruzzo.

Siamo nel 2006 e l’Azienda Agricola Ausonia è ancora agli inizi. I vigneti e le coltivazioni hanno infatti bisogno di cure, attenzioni e rispetto e per questo motivo viene operata una drastica ristrutturazione dei vigneti, passando dalla coltivazione a cordone libero a quello a guyot, più adatta ad ottenere un vino di qualità.
Con l’obiettivo di privilegiare le varietà autoctone abruzzesi l’Azienda Agricola Ausonia nel 2008 pianta 2,5 ettari di uva Pecorino, vitigno a bacca bianca autoctono dell’Abruzzo che si affianca alle coltivazioni di vitigni autoctoni già esistenti come i 4,5 ettari di Montepulciano d’Abruzzo, vitigno rosso per eccellenza e  3 ettari di Trebbiano, altro vitigno a bacca bianca.
L’Azienda Agricola Ausonia ha ormai preso forma, così come la Cantina realizzata con un’attenzione particolare all’ecosostenibilità. La Cantina, composta di 2 locali interrati per la maturazione e conservazione del vino, è stata completamente coibentata e dotata di un tetto in legno che recupera l’acqua piovana in una cisterna da 200 metri cubi da utilizzare durante l’estate.

Anche il nome Ausonia racchiude un piccola storia. A dare l’idea per il nome è stato il padre di Simone, entomologo per passione e vero motore dell’avventura di Ausonia, che passeggiando in primavera nei vigneti dell’Azienda , ha notato immediatamente il volo di questa bellissima farfalla. Ausonia è infatti il nome di una farfalla piuttosto rara in Italia, ma molto comune  tra i calanchi che circodano l’azienda e che costeggiano laRiserva Naturale Regionale Calanchi di Atri, dove ha trovato il suoi habitat naturale. Da qui è derivata anche la scelta di chiamare i vini con i nomi delle farfalle del territorio abruzzese.